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  • ROMA RICORDA I SUOI LIBERATORI -SHINDLER HARRY

    ROMA RICORDA I SUOI LIBERATORI

    di SHINDLER HARRY

    prezzo: € 15,00

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    in sintesi

    Harry Shindler, cittadino britannico, vedovo di una cittadina italiana sposata in gioventù e mancata ai vivi tre anni or sono, nonno di tre bambini italiani, mi ha chiesto di scrivere una prefazione a questo libro.Ma, come in altri casi, trovo che il libro stesso non avrebbe necessità di alcuna prefazione, perché esso si presenta da solo, per i suoi contenuti semplici e leali, per le memorie realisticamente rivissute, per la notorietà e comprensibilità della vicenda che ne costituisce l’occasione.Indubbiamente il libro di Shindler è una pubblicazione singolare. In primo luogo perché è la storia di un piccolo monumento molto recente, anche se riallacciato alle drammatiche vicende della prima metà dello scorso secolo e agli altri ideali per i quali tanta gioventù d’Europa e d’oltreoceano perdette la vita. In secondo luogo perché è scritto da un militare inglese, che in quelle vicende visse i suoi sei anni di servizio in guerra e che è tornato a vivere in Italia dopo aver partecipato alla seconda guerra mondiale in Nord Africa, allo sbarco di Anzio del 21-22 Gennaio 1944, sino allo sfondamento della linea gotica del Marzo-Aprile 1945. In terzo luogo perché è scritto con una spontaneità, e talora ingenuità, che si addicono più al linguaggio parlato che a quello scritto, pur essendo frutto di grande comprensione della causa per cui si è vissuti, di consapevolezza di non dissipata preoccupazione per il futuro.La vicenda centrale è semplice. Essa riassume gli sforzi compiuti per ottenere un monumento che ricordasse i Caduti della liberazione di Roma del 4 Giugno 1944, tra i quali in primo luogo i militari alleati. Per aprirsi un varco verso la Capitale italiana ne morirono decine di migliaia. Solo nei cimiteri dei militari del Commonwealth britannico di Anzio e Nettuno sono sepolti in quattromila. In più, vi sono tutti quelli delle battaglie del fronte di Cassino, il cui sfondamento del Maggio del 1944 permise anche a quelli che erano in attesa sulla testa del ponte di avanzare fino a Roma il 4 di giugno.Non che non ci fosse pensato in passato. Ma non vi era che una lapide, una “targa”, rimasta per anni semisepolta in un tratto di aiuola erbosa ad uno degli angoli di Piazza Venezia che va verso il Foro di Traiano e la chiesa di Santa Maria di Loreto e del Santissimo Nome di Maria. Ma quando si parlò della lapide ormai divenuta invisibile insieme ad un monumento, quasi ci prendevano per pazzi: “Un monumento alla liberazione di Roma in Piazza Venezia? Ma è una cos impensabile!”. Vi fu comunque uno scarso approfondimento del problema e un ben poco ascolto, come per una richiesta impossibile. I passaggi della vicenda sono nel libro di Shindler, che insieme a Mario Gullace era tra i sostenitori dell’iniziativa più decisi. Ci volle l’impegno personale di Giuseppe Mannino, allora presidente del Consiglio comunale capitolino, per arrivare al risultato del 4 Giugno 2006. All’inaugurazione furono presenti autorità civili e soprattutto militari.Ovviamente il mon



    dettagli del libro

    Titolo
    ROMA RICORDA I SUOI LIBERATORI
    Autore
    SHINDLER HARRY
    Editore
    LIBRATI
    Anno
    2008
    ISBN
    978888769157
    Pagine
    283